Insomma, la solfa hypnagogic continua. Ecco a voi Lee Noble, californiano armato di buona volontà ma, come per la stragrande maggioranza dei mestieranti di area hypna, davvero poco creativo con la materia sintetico-onirico-ambientale attraverso la quale cerca di esprimersi. "No Becoming" continua la sua saga, tra quadretti analogici d’antan (“Cop Show”, “Emotive Cloak”), freakerie scassate che-tanto-la-critica-abbocca-e-parte-col-pistolotto (“Fantasy Hair”), indolenze/sonnolenze lo-fi folk (“Doesn’t Matter What’s Right”) e abissi di memorie (“Laced”). Questa voglia di giocare con scarti del passato, di trasfigurare senza fine la memoria, di rendere in musica quel confine labilissimo tra sogno e realtà… continua a produrre pseudo-artisti. E dischi insulsi.
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23/05/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.