C'erano una volta i Red House Painters, band tra le più poetiche ed evocative degli anni 90: la loro avventura termina ufficialmente nel 2001 con "Old Ramon" (anche se l'album era stato registrato alcuni anni prima). Kozelek ha poi formato i Sun Kil Moon dietro il cui nome, di fatto, si celano le sue opere soliste. Il bassista Jerry Vessel quest'anno è spuntato fuori con i non molto convincenti Heirlooms Of August.
Il chitarrista Phil Carney ha invece fondato col pianista Chris Connolly i Desertshore: "Drawing Of Threes" è il secondo capitolo della loro discografia.
Al duo si unisce questa volta anche il vecchio amico Mark Kozelek, ed è inevitabile quindi che sin dalla prima canzone ci si rituffi in atmosfere Painters-iane: su tempi scanditi lentamente dal ride si trasportano chitarre talvolta distorte (in "Diana" sembra di ascoltare i Crazy Horse al ralenti), talaltra essenzialmente acustiche ("Mercy"). L'album non è però un lavoro completamente derivativo, e questo si deve soprattutto al piano classicheggiante di Connolly (protagonista assoluto nella nostalgica "Vernon Forrest"), che crea trame sognanti e dilatate unendosi con le chitarre in una sorta di colonna sonora per un viaggio slowcore. La seconda parte dell'album, senza Kozelek, è completamente strumentale, e richiama il folk-rock atmosferico degli EDM.
Non il massimo dell'originalità, certo, ma era dai Sun Kil Moon di "April" che non ascoltavamo qualcosa che potesse essere confrontato con i tardi Painters, senza uscire malconcio dal paragone. E questo è già tanto.
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24/12/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Andrea Vascellari, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.