Dopo l'album dello scorso anno intitolato "L'autunno Di Rame" e uscito per l'etichetta di Donato Epiro, il collettivo romano dei Caligine torna con un nuovo lavoro.
"Verbi E Riverberi" – uno split in cassetta assieme al musicista, rumorista e pittore cinese 余益裔 (Yu Yiyi) e limitato a solo venti copie – è pubblicato dalla Monstres Par Excès, una piccola label indipendente italiana creata e gestita da Gabriele De Seta, ossia uno dei principali membri dei Caligine.
Cartoline iberiche e ritagli della Manciuria si percepiscono nei pochi secondi di "Radio Amitãbha". Pulite e calde note provenienti dalle corde appena pizzicate di una chitarra e impalpabili effetti elettronici in background conferiscono, nei restanti quattro brani dei Caligine, forti sensazioni d'intimità, di malinconia e atmosfere ovattate; una sorta di canzoni folk spogliate dalla forma canzone e portate ai minimi termini.
"Verbi E Riverberi" si pone a metà strada tra l'album "Nebbie" (Monstres Par Excès) e "Ter" (The Wool Shop Productions), nei quali invece sono presenti una parte vocale e i field recordings sono certamente più accentuati.
Com'è possibile per Gabriele De Seta passare da un mode off costruito su possenti muri di noise, – vedi Istituzioni Ambienti Naturalismo – a una modalità on come quella dei Caligine, fatta di sognanti e passionali note di chitarra, è un bel rompicapo.
Probabilmente ogni tanto il suo interruttore neuronale va in corto circuito, e forse non è un caso se il lato B di questa cassetta è riempito dall'unica traccia – quasi venti minuti – dello sconosciuto artista cinese Yu Yiyi ("Autophonia"), caratterizzata da sonorità in bilico fra il drone e il field recordings di carattere ambient, con l'aggiunta di sporadici rumori metallici tipicamente industrial.
Nell'attesa di un nuovo split, che dovrebbe uscire per la finlandese Jozik Records, e di un cd-r per la danese A Beard Of Snails, gustiamo e apprezziamo – attraverso il calore proveniente da un caminetto e "Verbi E Riverberi" come sottofondo musicale – un buon bicchiere di Armagnac, utilizzandolo nel contempo come strumento per dare sfogo ai propri pensieri accompagnando una serata di perfetta solitudine.
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09/12/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Massimiliano Mercurio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.