“Good evening everybody, welcome to our show (…) We are Morphine, at your service”. Così Mark Sandman introduceva la sua band in concerto e così si apre “At Your Service”, doppio cd che riporta alla ribalta il talento del grande autore di Boston a dieci anni dalla sua scomparsa. La compilation dispiega 35 brani suddivisi tra rarità e inediti (il primo disco, sottotitolato “Shadows”) e alternate take e versioni live in studiodi brani già noti (il secondo disco, “Shade”).
“Shadows” si apre all’insegna del puro impatto rock, con il trittico “Come Over”/ “Come Along”/ “It’s Not Like ThatAnymore” che svela l’anima più dionisiaca dei Morphine. La furia si placa con “Patience”, un’alternate version dello splendido brano già presente su “Sandbox”. “Bye Bye Johnny”sta a metà tra roots music e psichedelia, mentre il lato più lento e vizioso della band è ben rappresentato dallo smooth jazz di “Hello Baby” e dalla bella “Shadow” (quinto episodio della saga di “I Know You”).
Una delle cose migliori della compilation è che i fan potranno trovare in essa abbondanza di collegamenti e rimandi alla produzione maggiore. Si scopre così, ad esempio, che quello di “Lilah II” è uno dei riff che più ossessionavano Sandman (ossessione che troverà compimento nella “Rope On Fire” di “The Night”) o che “Call Back” altro non è che l’antenata di “Wishing Well”.
Il filologo dei Morphine non potrà dunque che trovare pane per i suoi denti, specialmente nel secondo cd, “Shade”, con il quale si entra nel vero e proprio laboratorio della band: a partire dall’essenzialità di “Good” e “Claire”, passando per un’esplosiva “Super Sex”, per giungere alle commoventi versioni di “The Night” e “Take Me With You”.
Se da un lato aleggia un po’ la sensazione di assistere allo svuotamento dei cassetti, dall’altro è indubitabile che l’ascolto non presenti gli alti e bassi di “Sandbox”, che l’operazione sia ben condotta, e che abbia il merito di richiamare l’attenzione su una band che merita un posto del tutto centrale nella storia del rock degli anni 90.
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04/02/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Cataldi, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.