A conferire equilibrio e varietà all'impasto è il suono, mai così liquido e astratto della chitarra di Morgia, che a tratti pare quasi uno strumento elettronico dei primordi, tipo un theremin o un mini moog. Parker, dal canto suo, dispiega il contrabbasso ottenendo note corpose e avvolgenti, inframezzandole con i ghirigori weird dello zufolo e del gralle. Ne risulta una musica placida, sottilmente inquieta, che gira a base frequenze, eppure scossa a tratti da frenetici singulti ritmici che ne rendono avventuroso l'incedere. E soprattutto mutante e bellissima nelle sue tonalità anodine. Via press sheet Parker afferma: "Questa è la musica che ho sempre avuto nella mia testa e che ho sempre desiderato fare. una musica che mi ispira visioni e colori, come i riflessi che attraversano un prisma". C'è solo da sperare che i due non si fermino a "Prism".
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17/11/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Ciarletta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.