E’ il 1981 quando i Cluster pubblicano “Curiosum”, l’ultimo albo della loro prima – leggendaria – tranche artistica. Due anni prima, un mezzo della sigla, Dieter Moebius, attacca a lavorare in proprio, dapprima realizzando lo sciapo “Moonwind”, quindi collaborando con i network televisivi tedeschi dell’epoca.
Poco dopo, il multistrumentista, ingegnere e filosofo del suono elettronico, chiama in causa Conny Plank – già fido collaboratore del duo nei grandi dischi dell’epoca d’oro – per progettare la sua prima opera maggiore, “Rastakraut Pasta”, ristampata nel 2010 dalla Bureau B Records.
Il disco non eccede minimamente in leziosità. Solo i sette fuorvianti minuti di “Two Oldtimers”, improntati alle dinamiche del contrappunto (un accorato studio tonale Kraftwerk-iano), riportano ai migliori climi pastorali del gruppo madre.
I due inni a base di vocoder, “Rastakrat Pasta”, un farnetico ska extraterrestre, e “Misi Cacadou”, che fa il verso ai Flying Lizards, sono antipasti dei maggiori esperimenti. A parte “News”, basato su passo cha-cha e suoni giocosi, filtri, deformazioni e accumulo di voci (dei Devo in catalessi), a brillare sono “Solar Plexus” (il corrispettivo atonale, spaziale e informe di “Two Oldtimers”) e “Feedback 66”, prossimo a Klaus Dinger e La Dusselforf, spappolato e quindi trasfigurato in lamenti e abrasioni.
Lo spunto della new wave in divenire (ascoltare il basso di Czukay in “Feedback 66” e “Misi Cacadou”) è sviluppato con saggia follia, ritmo, scrittura elegante. Moebius in gran forma in figure elettroniche sincronizzate con l’immaginario collettivo dell’epoca. Un disco moderno, anche progenitore di dubstep e ipnagogia. Seguito dalla ristampa dell'inferiore "Material", secondo albo del musicista, in entrambi i casi senza l'ombra di bonus track (non è un male).
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
28/06/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.