A poca distanza dal mainstream, il pop dei Kozminski si è fatto valere in diverse manifestazioni live nel giro di ben due anni e mezzo. Nel frattempo, la band registra “Bausan”, l’Ep preparatorio. Due anni dopo, i quattro (Fabrizio Milanesi, Federico Tonioni, Marco Fornara, Luca Tavecchio, base a Milano) sono pronti per il primo disco omonimo. La produzione occasionalmente densa di magia acustica (“Lettera dall’Etna”) non giustifica comunque l’appellativo “psichedelico”, buono solo per le cartelle stampa promozionali. La loro è in realtà musica leggera italica più disinibita di altre (non esattamente avventurosa, né tantomeno geniale) che tenta di aggiornare il verbo britpop alle nuove ere (“Milano”, “Così”).
Dalle canzoni di Federico Tonioni e Luca Tavecchio un disco breve ma verboso che non nasconde la sua natura mondana e si affida alle liriche, brillanti fin quando non tentano il colpo plateale, il numero poetico. Tre riconoscimenti nazionali: premio Kalporz 2009, miglior canzone al Perle ai Porci 2008 di Verbania (“L’attesa di Teresa”, dal primo Ep), e premio della critica al Labaro Rock 2007.
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09/03/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.