I Jesus Franco & The Drogas, uno dei rami della già complicata genealogia di Jesi e dintorni, ritornano a due anni dal debutto con un progetto allargato che ingloba un’altra interessante realtà dell’underground italico, i Satantango (base a Lodi).
Il surf-punk corporeo infestato dai feedback di “The Circus Comes To Town”, l’aggiornamento dello street-punk all’era delle Erase Errata di “The World Is Cruel And The People Are Strange”, e i Teenage Jesus a cuor leggero di “Nothing Else To Say”, sono i brani con cui i Satantango mettono in chiaro le cose.
I Jesus Franco sorprendono ancor di più, specie se confrontati allo scalcinato ma bonario rock’n’roll di “Get Free”. La “Crazy Baby” degli Steel Tips e “Fernando Sancho” (anche più schizzata) sono veri e propri deliri alla Pere Ubu meno l’alienazione elettronica di Ravenstine, e “Shotgun Organ” è un altro pastiche sperimentale: qualche secondo di danza macabra muta in dissertazione noise grottesca per poi sbrindellarsi tra canto tartagliante e grugnente, e false partenze a mo’ di scavezzacolli. Il disco va in gloria con il post-hardcore di “Ray Charles” e il duetto finale di “Motel Sex” (l’unione dei due gruppi, in classico stile split), tutto barriti cacofonici di sax e dissonanze angosciate.
Magnifica imitazione dell’epoca d’oro della psicosi rock, dalle white panther al CBGB’s, dalla wave al proto-gotico, armata della secchezza di un mini-cd e della tracotanza del supergruppo. Anna Poiani (voce dei Satantango) a un tiro di schioppo dalla perfezione.
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31/05/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.