GULTSKRA ARTIKLER - Galaktika

2010 (Gultskra artikler)
dark-ambient, neo-age

Lontano dal bizzarro mondo dell’ottimo “Kasha Iz Topora”, il russo Alexey Devyanin rispolvera la ragione sociale Gultskra Artikler per immergersi dentro voragini dark-ambient dal sapore oltremondano.

Le voci che si riflettono una dentro l’altra nella title track, i movimenti astratti e le diafane somministrazioni di Divino di “Solnce”, ma anche la landscape in rovina, tra echi di musica post-industriale, concretismi surreali e musica sacra di “Nanorobot”: tutto mostra un volto inquietante, intimamente ambiguo, quasi che Devyanin abbia trasferito il suo gusto per il bizzarro tra le viscere della terra o tra gli anfratti siderali, alla ricerca di qualche indizio di alterità sfuggenti.

La musica cosmica è solo un punto di partenza, non la meta da raggiungere. Ci sono in ballo, infatti – pur in un gioco chiaroscurale che non riesce a essere definitivo – tante altre minuzie, come l’arpa sintetica e le reminiscenze Forrest Fang di “Saturn”, la Fursaxa più metafisica di “Luna” e il sinfonismo enigmatico di “Asteroid”. Il Sacro è una dimensione verso cui l’opera si spinge con grande fervore (“Niti”, “Angel”), ma non è ancora arrivato il tempo della Rivelazione.

Aspettiamo fiduciosi, comunque.

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14/06/2010

This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Galaktika
  2. 2. Solnce
  3. 3. Nanorobot
  4. 4. Saturn
  5. 5. Luna
  6. 6. Sputnik
  7. 7. Asteroid
  8. 8. Niti
  9. 9. Angel

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