FUTUREHEADS - The Chaos

2010 (Black candy)
pop, punk, rock

Sopravvissuti in qualche modo alla fine di una british invasion che, ponderata col facile senno di poi, somiglia quasi a uno sbarco in Normandia al contrario, i Futureheads erano ai tempi uno dei cavalli più appetibili su cui staccare una puntata sicura per la conquista dell’alloro finale. Il loro primo e omonimo album di debutto, con quella sua grafica un po’ stilizzata in tinta grigia, rilasciato sotto l’egida non certo casuale del maestro di bottega post-punk Andy Gill, inaugurò a suo modo un filone stilistico di grande fortuna, deflagrando come un grido di guerra, perentorio e luminoso di speranza, tra le frequenze di una Radio Londra assediata e i dispacci dal fronte di un NME infervorato e balbettante d’entusiasmo. Poi, tra cloni più furbi e sbandamenti discografici assortiti, il gruppo perse l’attimo decisivo nella palude opaca e interlocutoria di un second e di un third album da dimenticare (e infatti dimenticati), difendendo il sacro fuoco cultuale di fan fedelissimi quasi unicamente grazie a un’attività concertistica sempre entusiasmante e pressoché instancabile.

La band torna finalmente quest’anno con una collezione di brani nuovi (pubblicata nel Belpaese dall’italianissima Black Candy), fresca e briosa, un po’ cialtrona e gaglioffa, a mezza via tra gli Xtc e i Thin Lizzy, prodotta in combutta con il fido Youth e costruita con quello che ai nostri inglesi riesce meglio, ovvero un power-pop-punk metalizzato e aerodinamico, infarcito come un tacchino di rimasticature filosofiche di quarta mano (perché il rock è anche e soprattutto una scuola secondaria non dell’obbligo, come diceva ai bei tempi Vic Godard) e astruse teorizzazioni fanta-astrologiche armonizzate in deliziosi siparietti corali a più voci (non per niente il gruppo ha manifestato l’intenzione di pubblicare un intero disco di canzoni a cappella).

Mentre scorrono le elettrizzanti geometrie di “Stuck Dumb”, “Heartbeat Song”, “I Can Do That” e dell’eccezionale “The Baron” (tra doo wop, funzionalismo Bauhaus e Pop Group cartoonesco), il gruppo di Sunderland continua a imbottire la fusoliera delle proprie canzoni con il tritolo di ritornelli appuntiti come missili terra-aria, intrecciando il furore tragicomico di inni militareschi e impettiti con il passo dell’oca di un’utopia semiseria lanciata verso la conquista dell’universo a suon di frottole ed entusiasmo superomistico.

Non ci riusciranno, ma tifiamo per loro, perchè solo i primi a saperlo e non si tirano indietro.

OndaRock Logo

Ride the wave of great music

Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.

18/11/2010

This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Giordani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. The Chaos
  2. 2. Struck Dumb
  3. 3. Heartbeat Song
  4. 4. Stop The Noise
  5. 5. The Connector
  6. 6. I Can Do That
  7. 7. Sun Goes Down
  8. 8. This Is The Life
  9. 9. The Baron
  10. 10. Dart At The Map
  11. 11. Jupiter

FUTUREHEADS sul web