Band di culto consolidato nell’area post-stoner più proiettata verso sperimentazioni psichedeliche a tema libero, per lo più accostabili a realtà limitrofe come White Hills, Pontiak, Nebula, Warlocks o Black Mountain, i washingtoniani Dead Meadow regalano ai fan una sorta di atipico best of live arricchito da ben cinque brani inediti, per altro tutti molto belli (per quanto nel solco dell’estetica heavy-psych strascicata che la band ha saputo elaborare negli anni con profondissima concentrazione metafisica e stile inconfondibile), cui fa da corredo uno stranissimo film-documentario dalle lisergiche atmosfere jodorowskiane che ben si predispone a commento visivo delle gesta visionarie del gruppo, sia su disco che on stage.
Anche nei brani nuovi (su tutti segnaliamo “To The One” e “The Narrows”) si ritrova senza fatica la cifra della band, stordita e ondeggiante tra blues e pura divagazione psichedelica, intrisa di tensione mirabilmente liturgica e forte senso di estasi interiore. In attesa del prossimo album, una ghiottissima uscita imperdibile per tutti i cultori e gli affezionati del filone.
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04/06/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Giordani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.