Variante krauta e groovy del suo rock psichedelico, “Pure Moods” presenta la formazione chicagoana alle prese con metronimie e pulsazioni ipnotiche che più di un critico si è affrettato a collegare con le esperienze più acide della scena tedesca dei Settanta. Meno affascinante del precedente “Psychic Psummer”, l’opera presenta tre brani per complessivi venticinque minuti di musica. Apre “Hot Bricks”, qualcosa a metà tra frenesia wave e Neu! lanciati su di una autobahn molto catchy. Dopo il boogie robotico di “Teenager”, è la volta di “Brigette’s Trip (White Light White Jazz)”, il cui sottotitolo rimanda chiaramente ai Velvet Underground del second album. Ma si tratta di una filiazione velleitaria, dato che il brano, a conti fatti, rivela qualche somiglianza più accentuata con la “Miss Fortune” dei Faust. Un Ep gustoso, ma niente per cui strapparsi i capelli.
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11/08/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.