A un discreto lasso di tempo da “La stanza di Svedenborg”, i Vanessa Van Basten, band genovese capitanata da Morgan Bellini, tornano con un Ep di due tracce, “Psygnosis”. Maggiormente ricercato in cura del suono e composizione, il loro capolavoro si fregia prima di tutto di un significativo apporto di gruppo, che ora comprende anche i musicisti live (Roby alla batteria, Matthias Pandora all’elettronica e Claudio Parodi agli effetti, oltre al fido Stefano Parodi a basso e synth e alla chitarra e ai sampler del leader).
“Tuttoavantiall’indietro” è un’orgia free-form di 9 minuti che ritmicamente si contrae fino al thrash-speed e si espande fino al death e al super-doom, e armonicamente incrocia frustate industriali degne dei Godflesh, miasmi electro, immani cappe shoegaze e sterminate volte celestiali.
La title track (14 minuti) è un poema zelante di folk progressivo concepito su un’idea di saltarello gotico e quindi trascinato a furia di rigurgiti distorti e rincorse massicce. Attraverso interferenze cosmiche, il suo epos perviene infine a una visione classicheggiante eterea, dapprima oscura quindi rilucente.
I referenti spaziano, al solito, dai tardi King Crimson, ai Neurosis, ai GYBE, ma paradossalmente “Psygnosis” pone la band più vicina che mai ai Soft Machine della maturità, nello spirito e nella sostanza. Morgan Bellini sta stringendo accordi con il rock totale, o ne ha fatto comunque piena conoscenza. Scarti e rarità disponibili gratuitamente via myspace.
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02/01/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.