Gli appassionati di elettronica astratta avranno ben presente l'avventura pionieristica di Mille Plateuax e Raster-Noton. A cavallo fra vecchio e nuovo millennio, le due etichette tedesche hanno coniugato glitch e minimal techno, forgiando la musica più spoglia e smodatamente ripetitiva degli ultimi anni.
Il binomio SND (i fratelli Mat Steel & Mark Fell) fu in prima linea dal 1999, con l'uscita su Mille Plateaux dell'esordio "Cassette": già allora si intravedeva una capacità fuori dal comune di cristallizzare il ritmo; le melodie asettiche, poi, erano tutt'uno con l'atmosfera plumbea, amorfa, senza calore.
"Atavism", quinto Lp della formazione, segna il passaggio a Raster-Noton e la maturità di uno stile che nel tempo si è fatto più personale e – se possibile – ancora più alieno.
Come nel precedente "4, 5, 6", molti brani rinunciano a qualsiasi fondamento metrico – si costruiscono attimo per attimo, in un flusso costante di agglomerati ritmici. Un gioco imperturbabile di riflessioni, contrazioni e distensioni che ha più a che vedere col free pulse del minimalismo che con gli usuali schemi in 4/4 (o qualsiasicosa/4). I mondi evocati sono allora paradisi dell'eterna fluttuazione, della stagnazione mai uguale e mai realmente diversa; paesaggi formali dotati di una fisica propria, che ignora la distinzione tra prima e dopo.
L'estrema austerità timbrica è costruita su una tavolozza brutalmente ridotta: preset digitali, elementari e asciutti. La loro articolazione suggerisce un reticolo, e ascoltare "Atavism" è vagare per i suoi punti senza riuscire a coglierne il disegno; immergersi in un panorama esasperatamente complesso, talmente saturo di stimoli da equivalere a bianco assoluto.
Minimalismo estremo, dunque, ma di forte vitalità e coerenza interna. Nessuna edulcorazione, nessuna concessione alla musicalità standard: l'empatia – fredda, distaccata – è suscitata qui soltanto dal rigore. Dal miraggio di una struttura che non esiste, ma continua a illudere e ipnotizzare.
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29/12/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Alessandro Biancalana, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.