“To Willie” non è il primo disco per Matthew Houck – un ragazzo dell'Alabama che ora vive tra Athens e Brooklyn – ma sarà di sicuro quello che lo farà ricordare. Meno di due anni fa, il precedente disco di Houck, “Pride” (Dead Oceans, 2007), aveva colpito, oltre che per la presenza di Jana Hunter e Raymond Raposa (Castanets), per le ballate che conteneva: alcune fragili e spettrali, altre corali e bellissime. Stessa formula sul nuovo disco: poco meno della metà delle cover di Willie Nelson in scaletta sono quasi solo voce e chitarra, le altre invece sono state arrangiate con una piccola orchestrina country, pronte per essere suonate al rodeo della contea.
Matthew si è prodotto il disco da solo, chiamando a suonare una mezza dozzina di amici musicisti che sembra abbiano passato tutta la vita ad arrangiare vecchi classici del country.
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05/03/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Roberto Mandolini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.