Andrew Mayer Cohen (in arte Mayer Hawthorne), originario di Ann Arbor (Michigan) porta avanti il suo cruccio per la black music storica con convinzione di vero erudita fin dalla tenera età. Fino a quando Peanut Butter Wolf non decide di ingaggiarlo per la sua Stones Throw e produrre il disco su lunga distanza.
Il bello del suo primo “A Strange Arrangement” sta nello scovare i trabocchetti che lo legano all’attualità. Così, canzoni come “Just Ain't Gonna Work Out”, “Your Easy Lovin' Ain't Pleasin' Nothin'” (memore della “Can’t Hurry Love” di Phil Collins) e “Make Her Mine”, le meno melense del lotto, mischiano tecniche trip-hop al suo passatismo Motown ossessionante.
Le rimanenti, dalla title track a “I Wish It Would Rain”, da “Maybe So, Maybe No” (con intro immaginifica) a “The Ills” e “Shiny & New” sono soul vecchia maniera con armonie a cappella e produzione Spector-iana.
Disco-scommessa che vale più per la Stones Throw, un suo divertissment di squisitezza polverosa, che per la voglia di durevolezza dell’ascoltatore. All’attivo la grazia del cantante, il fascino sonoro della produzione e una tracklist maestosa. “Just Ain't Gonna Work Out” si trova anche in 7”, rosso trasparente a forma di cuore.
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11/09/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.