Bruce Gilbert, già onorato chitarrista dei Wire, ritorna con un nuovo lavoro di studio, per l’ennesima volta improntato a un forte sperimentalismo ambient. Il pezzo forte dovrebbe essere rappresentato da “Zeros”, un colosso di 26 minuti che è in realtà un abnorme studio senza direzione, o fermo al palo per tutta la sua durata, o dimentico degli enormi progressi perpetuati dalla drone music negli ultimi anni. La title track è un’oscillazione inerte, e “Isopyre”, la più dinamica (ma di solo 4 minuti), è un elementare gioco stereofonico.
Nemmeno il fan più accanito sarebbe disposto a celebrare questa paccottiglia avanguardistica come progresso del suo percorso (ammesso che esista, il percorso), 12 anni dopo “In Ease”, che qui si rimpiange. Pregio: dura poco.
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22/10/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.