Non c’è dubbio che il pessimismo e l’angoscia siano tra i motori fondamentali dell’esperienza sonica degli spagnoli Billy Bao, quartetto formato da un fantomatico/omonimo cantante d’origine nigeriana, dai chitarristi Mattin e Xabier Erkizia e dal batterista Alberto Lopez.
Con un suono spaventoso e rumorosissimo, “May 08” spinge la band verso lidi musicali sempre più brutali e sempre più attraversati dallo schifo e dal disgusto per una realtà poco incline a lasciarsi comprendere. D’altra parte, in “Dialectics Of Shit” cantavano:”My life is shit/ your life is shit/ and you don’t do/ anything/ Just/ drink/ fuck/ sleep/ and get killed/ by a system/ that only wants you as a/ working corpse” (“My Life is Shit”).
Definito come un incrocio tra Brainbombs e Whitehouse, “May 08” abbandona l’impianto “garagista” del disco precedente per lanciarsi a occhi chiusi verso le torride, purulenti emanazioni del noise-rock più malvagio di sempre.
Suddiviso idealmente in due parti, il disco parte con una sfrenata convulsione, martellante e densissima. Una sciagura cui sembra impossibile sopravvivere (“1”). Un suono ossessivo, isterico, feroce, tra citazioni del Fela Kuti di “Zombie” (“2”), primitivismi post-core & noise in stile Cows (“3”) e repellenti, bradi minimalismi, tirati allo spasimo, fino al delirio dei feedback che tutto sommergono (“4”).
Eppure, niente che possa competere con “5”, probabilmente il loro capolavoro e uno dei pezzi più diabolici dell’anno: un inferno di selvaggia disperazione, un nichilistico sputo verso il cielo. Prurient costretto a sanguinare dagli occhi.
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22/08/2009
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.