L’ascolto di questo omonimo Ep dei VipCancro, quartetto composto da Andrea Borghi (basso), Filippo Ciavoli Cortelli (percussioni e nastri), Alberto Picchi (elettronica) e Nicola Quiriconi (voce), mi aveva, in un primo momento, fatto pensare a una raccolta di outtake di qualche oscura compagine drone-noise d’oltreoceano, salvo poi recuperare, immediatamente, il nome dei Double Leopards.
Peccato, però, che rispetto a quest’ultimi, i Nostri finiscano per ritrovarsi in una posizione davvero scomoda, soprattutto perché i cinque brani (per complessivi venti minuti) che compongono questo esordio sono di fattura a dir poco discutibile, privi di un reale baricentro emotivo e incapaci di pungolare l’anima.
Dalla radioattiva esalazione ambientale di “Sigla #1” (in cui l’uso atmosferico dei piatti rimanda agli inglesi AMM) al metallurgico soundscape di “Traktate”, passando per i Robe. annacquati di “Culto dei Balcani”, il vuoto di idee di “Clocco” e la noia palpabilissima di “Sesta Figura”, è tutta una dimostrazione di inconsistenza artistica, di non-detto privo di tensione lirica, di umori notturni che, invece di lasciar trasparire il mistero, finiscono per mettere a nudo tutti i limiti della band.
Per la cronaca, il disco è stato stampato in appena cinquanta copie.
Speriamo non finiscano in qualche umido scantinato a far compagnia ai topi…
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26/10/2008
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.