FELICIA ATKINSON & SYLVAIN CHAUVEAU - Roman Anglais

2008 (O rosa)
ambient, spoken word

Passato inspiegabilmente in sordina, nonostante uno dei due artisti coinvolti in questa collaborazione sia riconosciuto tra i più validi compositori contemporanei, quest'album uscito nella prima metà dell'anno per la piccola etichetta O Rosa è il fulgido risultato di un inedito connubio stilistico, nonché dell'ennesimo progetto mutante di Sylvain Chauveau.

È appunto il suo il nome noto tra gli artefici di "Roman Anglais" che, dopo il minimalismo dei suoi lavori solisti, gli approcci sperimentali di On e il cinematico elettro-post di Arca, lo vede impegnato nella predisposizione di tappeti sonori, spazianti dall'elettronica al lavorio chitarristico, per la declamazione dei testi da parte della voce, solenne e sensuale al tempo stesso, di Felicia Aktinson, il cui contributo rappresenta la novità più interessante e decisiva per la definizione della fisionomia dell'album.

Artista a tutto tondo, impegnata altresì nella poesia e nelle arti visuali, in campo musicale la Atkinson si definisce con un gioco di parole autoironico una "lo fille", affascinata dall'elettronica minimale e dalla bassa fedeltà. Già collaboratrice del progetto Stretchandrelax e presto attesa a un album solista di debutto, la Atkinson non si è qui limitata a fornire la propria voce alle composizioni di Sylvain Chauveau, ma ha scritto anche i testi di due dei quattro lunghi brani compresi nell'album.

Tappeto sonoro più spoken word, atmosfere immobili e dense di seducente pathos: il gioco potrebbe apparire semplice e persino scontato, solo che appena al di sotto di una superficie formale non sempre agevole da attraversare, "Roman Anglais" regala passaggi capaci di lasciare senza fiato, tra mantra vocali e variazioni strumentali, spesso quasi impercettibili nel costante dipanarsi dei singoli brani, ma decisamente significative tra un brano e l'altro.

Nel volgere dei quaranta minuti dell'album si passa infatti dall'ipnosi psichedelica di "Aberdeen" – che vede Chauveau filtrare cullanti note chitarristiche mentre Felicia stilla vocalizzi eterei – alla spoglia concretezza di "'How The Light", brani che mostrano le due facce della medaglia delle trame strumentali, protese addirittura su risplendenti derive Carter-iane nel primo caso, decisamente più convenzionali e quasi del tutto prive di effetti nel secondo. La seconda parte del lavoro rivela invece le sue caratteristiche più interessanti, prima attraverso le pulsazioni elettroniche di "Dans La Lumière" – brano di disorientante intensità che potrebbe essere la declinazione secondo un raffinato romanticismo francese delle elaborazioni di Labradford e Pan American – e poi nella conclusiva title track, diciotto minuti di incastri chitarristici e soffici tratteggi elettronici ai quali la voce della Atkinson dona sobria armonia.

Intimo e straniante, sospeso tra sperimentalismi concettuali ed estrema fragilità emotiva, "Roman Anglais" sfugge a inquadramenti, riuscendo a trasporre in musica la descrizione di immagini di grigia e raccolta bellezza, ulteriore forma di "colonna sonora" immaginaria creata da Sylvain Chauveau, che nel fascino vocale anglo-francese di Felicia Atkinson trova nuovo e acconcio completamento. 

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18/11/2008

This article is an English translation of the original Italian text by Raffaello Russo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Aberdeen
  2. 2. How The Light
  3. 3. Dans La Lumière
  4. 4. Roman Anglais

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