Dopo i due volumi delle “Exchange Session” editi l’anno scorso, torna a farsi viva l’improbabile coppia formata dal mago della qualcosa-tronica Kieran Hebden e dal veterano batterista jazz Steve Reid, collaboratore di Miles Davis, Henry Threadgill, Sun Ra, Horace Silver e parecchi altri. Maggiormente strutturato rispetto ai precedenti lavori, ovvero impostato a monte come album vero e proprio piuttosto che come sequenza di improvvisazioni random, “Tongues” non riscatta la gradevolezza complessiva dell’impianto con l’approfondita ricerca su suoni. Fa piuttosto in modo che i due elementi convivano armonicamente, soprattutto laddove la foga ritmica di Reid s’incanala verso modalità sufficientemente intelligibili, se non pop. E si ascoltino a proposito l’orecchiabili “The Sun Never Sets”, “The Squid” e la successiva Superheros,
Il gioco riesce, invece, meno dove prevale la logica dello scontro frontale, tra l’elettronica calda di Hebden e il drumming felpato ma non sempre addomesticabile del batterista newyorkese, come in “Brain“ o in “People Ba Happy”. Gradevole comunque, ma le due “Exchange Session” sono di ben altra caratura.
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04/04/2007
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Ciarletta, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.