Tra Bästard, Cheval de Frise e Chevreuil, si può dire che la Francia sia stata un terreno fertile per quel connubio di dissonanze, incastri e controtempi che va sotto il nome di math-rock. Il debutto di questa band di Reims sembra confermare l'impressione, proponendo un'originale deriva ambient-psichedelica per le sonorità taglienti e astratte tipiche del genere.
"Astero" è soprattutto un'idea di suono: il riverbero di arpeggi cristallini e ripetitivi satura l'atmosfera di una calma inquieta, percorsa da oscillazioni su tempi sghembi e destabilizzanti. Fluttuazioni che mutano in fremiti, repentini scatti d'isteria a onde quadre che imprevedibilmente emergono e altrettanto rapidamente risprofondano sott'acqua, lasciando solo il loro eco a propagarsi in superficie. La batteria è una scatola di latta ipercinetica che increspa in un frattale le trame ambientali degli altri strumenti: come nelle costruzioni di Escher e Sierpinski, l'area aumenta arbitrariamente, si crea una nuova dimensione di profondità, ma il volume resta contenuto, e il suono compatto.
Il sound è assieme torbido e geometrico, scheletrico ma carico di effetti e interferenze che trasformano la musica in un flusso psichedelico e straniante. E a indurre la trance i 37500 Yens riescono così bene da restarne ipnotizzati loro stessi, finendo per dimenticare di dare ai pezzi una struttura solida. Le otto tracce dell'album scorrono che è una meraviglia, ma sanno di non finito, spesso di nemmeno incominciato. La fuga dal math "ingabbiato" dalle strutture rigide conduce a una libertà che il gruppo non sa ancora bene come sfruttare: come per gli animali appena liberati dalla cattività, è necessario un percorso di riadattamento.
Ben venga la batteria, fantasiosa alla maniera degli Hella, che avvicina il jazzcore più frenetico alla schizofrenia drum'n'bass di Squarepusher e soci, e ben vengano anche le sciabolate e le intersezioni di chitarra a metà tra King Crimson, Neurosis e Dillinger Ecape Plan, o i sax borbottanti di "Canard Boiteaux", ma senza una direzione compositiva precisa la proposta del gruppo è un insieme di (notevoli) potenzialità inespresse.
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28/06/2007
This article is an English translation of the original Italian text by Marco Sgrignoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.