Alla fine, la passione per il rock e quella per la scrittura hanno trovato in Enrico Brizzi un punto d’incontro, grazie alla collaborazione dei Frida X (eredi di quei Frida Frenner che parteciparono alla colonna sonora di "Jack Frusciante è uscito dal gruppo") e della Black Candy Records. "Nessuno Lo Saprà" è, prima che un " reading per voce e rock’n’roll band" (come recita il sottotitolo del disco), l’ultima fatica letteraria dello scrittore bolognese, cronistoria di un viaggio a piedi, "coast to coast", dall'Argentario al Conero. Un’esperienza di vita "altra", dove comprendere il valore delle cose apparentemente più inutili, scontrandosi con un mondo così vicino eppure così lontano dal quotidiano e farraginoso meccanismo della società.
In fondo, come dice lo stesso Brizzi rivolgendosi a se stesso: "Non sei partito per conoscerti meglio, o conoscere meglio i tuoi amici. Volevi disconoscerti, se mai. Dimenticare il tuo nome e restare nudo con la fatica e la gioia, vicino a qualcuno di cui potevi fidarti e alle cose essenziali che conoscevi da sempre".
Gli undici episodi qui raccolti incorniciano alcuni dei momenti chiave del romanzo, ben tratteggiati a livello musicale dal sapiente lavoro dei Frida X, grazie a una comunione d’intenti che scaturisce soprattutto dall’aver già sperimentato la formula in contesti live sui palchi di mezza Italy nell’estate del 2005. Un modo di lavorare sui suoni e sulle parole che richiama alla mente (pur con le dovute differenze) la splendida sinergia tra post-rock e letteratura dei Massimo Volume, come è evidente, ad esempio, nel gusto per il dettaglio e in quel modo distaccato di raccontare storie e delineare personaggi.
Un disco da ascoltare e da leggere, verrebbe da dire. Un disco in cui la musica funziona come una vera e propria colonna sonora, muovendosi tra momenti di spigolosa elettricità – "Intro (Da Un Mare All’Altro)" -, toni crepuscolari, inquieti, misteriosi ("Tuo Fratello") e improvvise sbruffonate punk ("Il Lamento Del Viet").
Naturalmente, dovendo reggere tutto il peso dinamico dei "racconti", la band si muove nelle più diverse direzioni, andando a coprire uno spettro di possibilità sonore molto ampio. Si ha a che fare, dunque, con strutture mutanti, mediamente complesse, infarcite di ironia e sarcasmo ("I Motociclisti Americani), appese a un filo sottile di popedelia Stereolab ("Andare D’Accordo"), singoli "calcolati" ("Dimentica Il Tuo Nome"), trepidanti rock miscelati col funk ("Dove Sono Le Nostre Amiche?") e improbabili amplessi tra sacro e profano ("Il Silenzio E Le Sue Qualità"). E, quando all’arrivo, viene tirata in ballo la cover di "Road To Nowhere", il messaggio è definitivamente chiaro: ciò che conta non è la meta, ma il viaggio stesso.
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18/04/2006
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.