Acclamati dalla critica dopo l’uscita del loro album d’esordio “Natural History” del 2001 e guadagnatisi il titolo di fenomeni del cosiddetto New Acoustic Movement, gli I Am Kloot tornano a distanza di due anni con un lavoro omonimo che non si discosta molto dal precedente.
Dodici pezzi semplici, immediati, onesti e ben riusciti, questa volta forse curati maggiormente nei suoni e negli arrangiamenti tecnicamente perfetti. Un album a tratti più cupo del disco precedente, ma di cui ci si innamora fin dal primo ascolto.
“I Am Kloot” è un disco completo: c’è dentro il folk minimale (come in “Not a reasonable man” e in “Proof”), ma intervengono anche richiami ad atmosfere che si accostano al jazz (“A strange arrangement of colour”) e all’esotismo (come nello sprazzo di flamenco in “From your favourite sky”), per finire con una struggente “The same deep water as me”, dove forse si poteva evitare quel miscuglio di archi e trombone; ma è voler trovare un difetto in trentanove minuti di buona musica, suonata senza pretese e con una semplicità malinconica molto gradevole.
Per gli amanti di Kings Of Convenience, Gomez e compagnia bella, sicuramente un disco da non perdere, che ha da raccontare molto di più della semplice insofferenza e tristezza dei giovani d’oltremanica di oggi.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
28/10/2006
This article is an English translation of the original Italian text by Daria Franceschini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.