Dopo lo scioglimento dei Can a fine anni 70 Jaki Liebezeit non ha smesso di sperimentare con i ritmi, continuando a registrare e pubblicare la sua musica con musicisti di diversa estrazione e provenienza. Già nel 1980 era pronta una nuova formazione che riuniva, oltre allo stesso Liebezeit, Rosko Gee (Traffic, Can), Dominik von Senger (Damo Suzuki Band, Dunkelziffer), Olek Gelba e Helmut Zerlett (e.g. Dunkelziffer, Unknown Cases). Per il primo omonimo album c’era anche un ospite di lusso: Holger Czukay, già membro degli stessi Can.
Il suono della Phantom Band risente inevitabilmente degli ultimi tre dischi dei Can e si impone come uno dei più originali del tempo, mescolando rock psichedelico, proto-disco, fusion, r’n’b funkadelic e reggae. Qualcosa di simile alla no-wave multicolore dei Material e dei cugini Golden Palominos.
L’omonimo “Phanotom Band” è il primo di tre album pubblicati nell’arco di un lustro. Il disco si apre sulle note soul-funk di “You Inspired Me”, una sorta di omaggio all’ultimo Sly Stone, e prosegue tra reggae suonati con attitudine fusion (“I’m The One”) e inevitabili tributi alla stagione d’oro del kraut-rock ( “Without Desire”).
La Bureau B ristampa l’album senza aggiungere inediti o brani dal vivo. L’originale venne pubblicato dalla Sky nel 1980.
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16/05/2010
This article is an English translation of the original Italian text by Roberto Mandolini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.