Celebriamo l’ingresso nella stagione invernale con una scaletta ad hoc nella nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Dalle ballate spoglie di Leonard Cohen, Nick Cave e Marissa Nadler alle filastrocche incantate di Kate Bush e Tori Amos, dalle desolazioni raggelanti di Cure, Sound, Lycia e Diaframma alle odi folk di Bon Iver, Balmorhea, Vashti Bunyan e Fabrizio De André, dal pop malinconico di Aztec Camera e Belle & Sebastian alla poesia artica di Sigur Ros, Bjork, Susanne Sundfor e Bel Canto: un Racconto d’inverno in musica e versi.
Listen to or download the podcast for free:
La stagione invernale è sempre stata una fonte di ispirazione per canzoni e sonorità di ogni genere e sorta. Un filone classico è quello delle “winter songs” acustiche, ballate spoglie, spesso spettrali o desolate, il genere di cui è indiscusso luminare Leonard Cohen e che negli anni è stato portato avanti da moltitudini di discepoli, qui rappresentati da autori di razza come Nick Cave, Bon Iver, Vashti Bunyan, Marissa Nadler, Bill Callahan, Elliott Smith, Sufjan Stevens, Sarah McLachlan, Balmorhea e il nostro Fabrizio De André. Ma è un classico invernale anche la fiaba (più o meno natalizia), immersa sotto spessi strati di neve, come quelle dei nostalgici Fleet Foxes, dell’arpista Loreena McKennitt e della funambolica Kate Bush, inserita in scaletta a fianco della sua brillante allieva Tori Amos, che all’inverno ha dedicato una delle sue ballate più belle e struggenti (“Winter”).
Anche la scena darkwave, naturalmente, ha trovato terreno fertile nelle atmosfere invernali, raggelanti e desolate, attraverso fuoriclasse come Cure e Sound, discepoli italiani come i Diaframma e successivi progetti a tinte fosche come Lycia e Jesu. Ma alla malinconia invernale non è rimasto insensibile neanche il (sophisti)pop, da quello degli anni 80 di marca Aztec Camera a quello dei due decenni successivi, idealmente rappresentati da gruppi raffinati come Belle & Sebastian e Broadcast.
Then there are those who have approached wintry themes only sporadically but with excellent results, like the Rolling Stones of “Winter” and U2 in festive mode with their cover of “Christmas (Baby, Please Come Home)”, penned by Phil Spector, but also Enrico Ruggeri with “Mare d’inverno”. And finally there are those who, for purely geographical reasons, live in a perpetual frozen winter, pouring all the poetry of the Arctic lands into their art: from the Icelandic Bjork, Sigur Ros and Ólafur Arnalds, to the Norwegian Bel Canto and Susanne Sundfor.
A unire il tutto, l’elettronica rarefatta di Aidan Baker, uno dei protagonisti della compilation a sfondo polare “Cryosphere” che segnò il debutto dell’etichetta Glacial Movements.
Vi ricordiamo di iscrivervi alla pagina Facebook di Rock in Onda, presso la quale potrete sempre trovare i podcast da scaricare, più le scalette integrali e tutte le news relative alla trasmissione.
Feel free to send us comments, suggestions and ideas for future episodes, via Facebook or by email at: rockinonda@ondarock.it We'd be glad to build future tracklists with your input too.

Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
24/01/2026
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.
| Show tracklist | |
|