Le classifiche di OndaRock sui migliori dischi psichedelici di sempre al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti tutti i mercoledì dalle 12 alle 14 sulle web-frequenze di Radio Città Aperta (www.radiocittaperta.it).
Dai viaggi a otto miglia d’altezza dei Byrds ai trip spaziali dei Pink Floyd, dai pionieri 13th Floor Elevators al concept miliare dei Pretty Things, dai cerimoniali lisergici di Doors e Velvet Underground all’acid-rock di Jefferson Airplane e Grateful Dead, passando per il pop stralunato di Barrett, Beatles e Love e per lo psych-blues di Traffic e Hendrix e approdando alla riscossa psichedelica di Spacemen 3, Flaming Lips, Mercury Rev e Black Mountain. Un viaggio nella storia della psichedelia in 24 brani.
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Classifica psichedelica di OndaRock
La psichedelia (dal greco: psyché deléin, “mostrare la coscienza”) è una galassia sfaccettata ispirata proprio alle esperienze di alterazione della coscienza causate dagli allucinogeni, che modificano la percezione e fanno emergere livelli profondi e nascosti della psiche. Tra gli ideologi di questa stagione, il poeta beat Allen Ginsberg che predicava l’espansione della coscienza, lo scrittore Ken Kesey (quello di “Qualcuno volò sul nido del cuculo“) che organizzava sballi collettivi chiamati Acid Tests, nella sua fattoria sulle colline di La Honda, nei dintorni di San Francisco, fino al professor Timothy Leary, celebre per la sua teoria dell’homo novus e per il suo bando di arruolamento psichedelico: “Turn on, Tune In, Drop Out” (“accenditi, sintonizzati, esci dagli schemi”). Anche grazie a loro prolifererà nei Sixties una babele di suoni e stili comunque ispirati dalla psichedelia. E se l’epicentro del terremoto sarà la California – capitale del flower-power di Jefferson Airplane e Grateful Dead e della Summer of Love, ma patria anche di band storiche come Doors, Love e Moby Grape – la febbre dilagherà in tutti gli States (inclusa New York, con la variante malata e decadente dei Velvet Underground) e contaminerà anche la Gran Bretagna: dai trip spaziali dei Pink Floyd alle filastrocche pop stralunate del loro primo leader, Syd Barrett, e di Donovan, fino alla svolta lisergica dei Beatles e allo psych-blues di Cream e Traffic. Ma negli anni le ondate psichedeliche torneranno a contagiare nuove generazioni e artisti, da shoegazer come gli Spacemen 3 a stravaganti indie-rocker come Supreme Dicks, Flaming Lips e Mercury Rev, fino al recente revival lisergico capitanato dai canadesi Black Mountain.
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01/01/2026
This article is an English translation of the original Italian text by Claudio Fabretti, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.
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